Com'è una casa in bio-edilizia?
Appare come tutte le altre, risponde al solo disegno dell'architetto
Si possono fare anche case di più appartamenti e piani?
Si, non ci sono limitazioni particolari.
E come sono all'interno?
Sono come le volete, i materiali consentono ogni tipo di eleganza
Devo per forza avere il legno all'interno?
NO. I materiali di rivestimento possono essere scelti tra una enorme gamma.
Una Smart House è bio-edilizia?
Assolutamente sì. La casa è SMART quando adotta tecnologie di regolazione e controllo che permettono di evitare sprechi di energia e malfunzionamenti.
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Bio - Edilizia

A livello globale, gli edifici sono responsabili di una quota enorme di consumo di energia, elettricità, acqua e materiali. Gli edifici rappresentano oggi (2018) il 28% delle emissioni globali, o l’equivalente di 9,7 miliardi di tonnellate di CO2 all’anno.  Includendo la produzione dei materiali da costruzione, le emissioni globali di CO2 del comparto edilizio salgono al 39% [fonte: UN environment programme Document Repository ] con prospettiva di raddoppio entro il 2050. Le pratiche di bioedilizia mirano a ridurre l’impatto ambientale dell’edificio per tutto il ciclo di vita: dalla produzione dei materiali, al cantiere, per tutta la vita dell’edificio fino al suo smaltimento.

La bioedilizia raccoglie una vasta gamma di pratiche, tecniche e competenze per ridurre e infine eliminare gli impatti degli edifici sull’ambiente e sulla salute umana.
Sebbene le pratiche e le tecnologie impiegate nella bioedilizia siano in continua evoluzione e possano differire da regione a regione, i principi fondamentali a cui far riferimento sono:

    1. efficienza dell’ubicazione e della progettazione della struttura,
    2. efficienza energetica,
    3. efficienza idrica,
    4. efficienza dei materiali,
    5. miglioramento della qualità dell’ambiente interno,
    6. ottimizzazione delle operazioni e della manutenzione e riduzione dei rifiuti e delle sostanze tossiche.

L’essenza della bioedilizia è l’ottimizzazione di uno o più di questi principi. Inoltre, con la corretta progettazione sinergica, le singole tecnologie di bioedilizia possono  produrre un maggiore effetto cumulativo.

La bioedilizia riunisce una vasta gamma di pratiche, tecniche e competenze per ridurre e infine eliminare gli impatti degli edifici sull’ambiente e sulla salute umana. Bioedilizia prevede  lo sfruttamento delle risorse rinnovabili per a partire dalla luce solare e dalla gestione dell deflusso dell’acqua piovana,   fino alla progettazione di di aree verdi con alberi e piante, includendo giardini e tetti utilizzando piante e alberi anche su tetti verdi, giardini pluviali e riduzione del deflusso dell’acqua piovana. Vengono utilizzate molte altre tecniche, come l’utilizzo di materiali da costruzione a basso impatto o l’utilizzo di ghiaia compatta o calcestruzzo permeabile al posto del calcestruzzo o dell’asfalto convenzionale per migliorare il rifornimento delle acque sotterranee.

Pillole di bioedilizia

In termini di bioedilizia, negli ultimi anni si è assistito ad uno spostamento da un approccio prescrittivo, che presuppone che alcune pratiche prescritte siano migliori per l’ambiente, ad una valutazione scientifica delle prestazioni effettive tramite LCA (Life Cycle Assesment).

La valutazione del ciclo di vita (LCA) in termini ambientali valuta una gamma completa di impatti associati a tutte le fasi dalla culla alla tomba di un processo o di un prodotto: dall’estrazione delle materie, alla prima elaborazione, alla sua produzione, distribuzione, uso, riparazione e manutenzione e smaltimento o riciclaggio. Gli impatti presi in considerazione includono (tra gli altri) l’energia richiesta per la pruduzione della materia prima, l’energia incorporata, il potenziale di riscaldamento globale, l’uso delle risorse, l’inquinamento atmosferico, l’uso del territorio, l’inquinamento dell’acqua e i rifiuti.

I materiali da costruzione generalmente considerati “verdi ” includono prodotti anche molto diversi tra loro accomunati dal una  Valutazione del Ciclo di Vita (LCA).

La normativa ISO 14040 fornisce una metodologia riconosciuta per valutare  la LCA.

Tra i materiali comunemente impiegati in biodilizia abbiamo:

  • legno proveniente da foreste certificate,
  • materiali vegetali rapidamente rinnovabili come bambù e paglia, riso, canapa, cocco, e simili,anche in combinazione tra di loro e con altri materiali,
  • pietra riciclata, metallo riciclato e altri prodotti non tossici, riutilizzabili, rinnovabili e / o riciclabili,
  • Lana di roccia e lana di vetro, con buon coefficiente di conducibilità termica e non infiammabili,
  • calcestruzzo alleggerito ad alte prestazioni o autorigenerante romano,
  • numerosi prodotti industriali riciclati, derivanti da economia circolare definiti materia prima 2.

In continuazione vengono ideati, analizzati e sperimentati nuovi e vecchi materiali che sotto il profilo dell’uso in bio edilizia rappresentano innovazione. Rimandiamo a siti specializzati l’informazione dettagliata.

Le fasi di ideazione e progettazione hanno il maggiore impatto su costi e prestazioni. Nella progettazione di edifici ottimali dal punto di vista ambientale, l’obiettivo è ridurre al minimo l’impatto ambientale totale associato a tutte le fasi del ciclo di vita del progetto edilizio. Tuttavia, gli edifici sono prodotti molto complessi, composti da una moltitudine di materiali e componenti, ciascuno dei quali costituisce diverse variabili progettuali da decidere in fase di progettazione. Una variazione di ogni variabile di progetto può influire sull’ambiente durante tutte le fasi del ciclo di vita dell’edificio.

La bioedilizia usa  misure per ridurre il consumo di energia sia questa l’energia incorporata nei materiali e richiesta dai processi di costruzione, che l’energia per il riscaldamento e per le apparecchiature.

Gli edifici ad alte prestazioni utilizzano meno energia operativa, pertanto l’energia incorporata può rappresentare fino al 30% del consumo energetico complessivo del ciclo di vita.

L’efficienza energetica passa quindi attraverso:

  • utilizzo di materiali  un’energia incorporata più bassa,  rispetto a quelli tradizionali,
  • riduzione le perdite d’aria attraverso l’involucro dell’edificio,
  • isolamento extra in pareti, soffitti e pavimenti,
  • finestre ad alte prestazioni,
  • orientamento energeticamente efficiente di finestre e muri,
  • posizionamento di tende da sole e portici,
  • posizionamento di alberi caducifoglie per ombreggiamento estivo,
  • generazione di energia elettrica e termica in locale,
  • generazione di acqua calda da pannelli solari.

La riduzione del consumo di acqua e la protezione della qualità dell’acqua sono obiettivi chiave nell’edilizia sostenibile. Un problema critico del consumo di acqua è che in molte aree le esigenze di approvvigionamento superano la sua capacità di auto-ricostituizione. Nella misura massima possibile, le strutture dovrebbero aumentare la loro dipendenza dall’acqua raccolta, utilizzata, purificata e riutilizzata in loco. La protezione e la conservazione dell’acqua per tutta la vita di un edificio possono essere realizzate progettando un doppio impianto idraulico che ricicla l’acqua per gli usi compatibili. Le acque reflue possono essere ridotte al minimo utilizzando dispositivi che conservano l’acqua come WC con sciacquone ultrabasso e soffioni doccia a basso flusso. I bidet aiutano ad eliminare l’uso della carta igienica, riducendo il traffico fognario e aumentando le possibilità di riutilizzo dell’acqua in loco. Il trattamento e il riscaldamento dell’acqua al punto di utilizzo migliora sia la qualità dell’acqua che l’efficienza energetica riducendo la quantità di acqua in circolazione. L’uso di acque non fognarie e acque grigie per l’uso in loco, come l’irrigazione del sito, ridurrà al minimo i prelievi dall’acquedotto.

Il benessere, il comfort abitativo, e la produttività degli occupanti sono parametri di valutazione della bioedilizia.
In particolare ci si riferisce alla qualità dell’aria interna (IAQ), qualità termica e qualità dell’illuminazione.

La gestione della qualità dell’aria interna tende a ridurre i composti organici volatili (COV), e altre impurità dell’aria come i contaminanti microbici. La gestione della IAQ negli edifici si basa su un sistema di ventilazione adeguatamente progettato per fornire la ventilazione di aria più pulita dall’esterno o aria filtrata e ricircolata.

Un basso o nullo tenore in COV dipende dalla scelta di materiali da costruzione e prodotti di finitura per interni. La maggior parte dei materiali da costruzione e dei prodotti per la pulizia / manutenzione emettono gas, alcuni dei quali tossici, come molti COV inclusa la formaldeide. Questi gas possono avere un impatto negativo sulla salute, il comfort e la produttività degli occupanti. Evitare questi prodotti aumenterà l’IEAQ di un edificio.

Altrettanto importante è il controllo dell’umidità il cui accumulo favorisce tutta l’attività microbiologica ovvero muffe, batteri, virus, nonché acari della polvere e altri organismi. Anche in questo caso un ruolo importante è giocato dalla Ventilazione Meccanica che elimina aria umida all’interno dell’edifico facendo entrare aria fresca e più pulita. L’intrusione di acqua attraverso l’involucro di un edificio o l’acqua che si condensa sulle superfici fredde sostiene la proliferazione microbica e i parassiti ingenerale.

La creazione di un ambiente luminoso ad alte prestazioni si ottiene attraverso l’integrazione della luce diurna con le opportune sorgenti di luce elettrica. Lampade al LED e sistemi di illuminazione intelligente aiutano a migliorare questo aspetto.

I prodotti in legno massiccio, in particolare i pavimenti, sono spesso indicati per ambienti in cui è noto che gli occupanti hanno allergie alla polvere o ad altri particolati. Il legno stesso è considerato ipoallergenico e le sue superfici lisce impediscono l’accumulo di particelle comuni nelle finiture morbide come succede con la moquetteo con i tappeti. L’uso di prodotti in legno può anche migliorare la qualità dell’aria assorbendo o rilasciando umidità nell’aria per moderarne l’umidità.

La bioarchitettura cerca di ridurre lo spreco di energia, acqua e materiali utilizzati durante la costruzione. Durante la fase di costruzione, un obiettivo dovrebbe essere quello di ridurre la quantità di materiale che va in discarica. Edifici ben progettati aiutano anche a ridurre la quantità di rifiuti generati dagli occupanti, fornendo soluzioni in loco come spazi adeguati e contenitori per la raccolta differenziata.

Quando gli edifici raggiungono la fine della loro vita utile, vengono generalmente demoliti e i matriali di risulta trasportati in discarica. La decostruzione è un metodo per raccogliere ciò che è comunemente considerato “rifiuto” e recuperarlo in utile materiale da costruzione (materia prima 2). L’allungamento della vita utile di una struttura mediante ristrutturazioni riduce anche gli sprechi: materiali da costruzione come il legno che sono leggeri e facili da lavorare facilitano i lavori di ristrutturazione.

Le reti elettriche sono costruite in base ai picchi di domanda in kWh. Gli edifici verdi o gli edifici sostenibili sono spesso in grado di risparmiare energia elettrica ma non necessariamente di ridurre i picchi di domanda.

Una attenta progettazione dell’edificio può ridurre il picco di domanda in modo che vi sia un minor impatto sulla rete elettrica locale con minore impatto sulle emissioni di CO2 e quindi sui cambiamenti climatici. Concorrono a questo scopo un buon orientamento dell’edificio, una massa termica interna sufficiente, un buon isolamento, pannelli fotovoltaici, sistemi di accumulo di energia termica o elettrica, sistemi di gestione energetica intelligente degli edifici (Smart House).

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